Il glutine può essere presente negli alimenti:

  • che derivano dalla lavorazione dei cereali con glutine (farina, pasta, pane, pizza, semolini, cous cous, biscotti, seitan ecc.), o come ingrediente aggiunto nella preparazione di salumi, sughi e salse, gelati, confetture, surimi ecc.
  • per CONTAMINAZIONE nella lavorazione industriale dei prodotti trasformati, o nella preparazione della pietanza sia a casa che nel strutture ristorative.

Ci limitiamo a elencare le contaminazioni che possono verificarsi nell’ambito domestico nella fase di preparazione di una qualsivoglia pietanza perchè:

  • il piano di lavoro, gli attrezzi utilizzati, il pentolame, il colapasta e le stoviglie non accuratamente puliti;
  • le materie prime e gli ingredienti non del tutto privi di glutine;
  • la cottura dei cibi – se in un forno ventilato – non avviene in un momento diverso;
  • la pietanza senza glutine – se in forno tradizionale e fatta in contemporanea con altri alimenti – non è stata messa in cottura nella zona superiore o coperta con carta stagnola;
  • in caso di errore o di dubbi è necessario preparare un nuovo pasto.

Nel caso dovesse essere consumato un pasto inavvertitamente contaminato, è bene non drammatizzare. Va evitato, beninteso, di incorrere nello stesso disguido.

Le tracce di glutine sono “misurabili” in ppm (parti per milione). Il limite giornaliero di tollerabilità è scientificamente individuato in 20 ppm.

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